Consulente versus Intelligenza Artificiale
Consulente versus Intelligenza Artificiale, è una provocazione. Ovviamente, è un paragone estremo che di per sè, può essere compreso o snobbato.
Ma non lo snobberei tanto. Oggi, quanto è in grado di fare una AI, si può paragonare, al lavoro svolto da un consulente. Per certi aspetti. A meno che non sia un consulente bravo, come noi. E non sto scherzando. Piaccia o no, in un futuro vicino, sarà così. Tra quelli saputelli o arroganti: preparatevi!
Il consulente, ma solo per adesso, ha un vantaggio enorme: la capacità di fare sintesi, di tutte le aspettative del cliente. E di tutta la sua persona.
Perché quando si interfaccia con il cliente, il consulente conosce già: il carattere, cosa si aspetta, cosa lo entusiasma, cosa lo irrita.
Ovviamente: se siamo bravi, sappiamo anche come svolge la sua professione o attività. In che senso? Nel senso che: una cosa è, sapere che attività svolgi, una cosa è conoscere le dinamiche, di quella attività. Sembra una banalità, ma ma la differenza!
Se fai consulenza marketing ed hai di fronte un imprenditore, hai tutte queste informazioni “umane” e su misura. La AI no.
Teoricamente sì. Ma è quel raro caso, nel quale il cliente é super “sgamato“, registrato ad una app AI. E dev’essere abbastanza astuto da informarla man mano con tutte le dinamiche del suo business. Infine, dovrebbe essere anche molto bravo ad inserire i prompt. Cioè le richieste che si fanno a ChatGPT, Gemini, ecc. Molto probabilmente, ripeto: utilizzando sempre la stessa AI, essendo dotata di “machine learning” imparerà a conoscerlo. E non ci metterà molto.
Per mia fortuna, per adesso, chi fa (uomo umano), questo mestiere, ha molte qualità di empatia ed intuizione. Sono capacità che ci consentono di “capire al volo” un cliente senza bisogno di chattare assieme.
Sappiamo vedere l’insieme del progetto, mi piace paragonarci ad un Architetto. Oppure ad un ingegnere navale, rispetto ad un tecnico saldatore.
Un bravo consulente comprende uno sguardo, uno stato d’animo. Vede come è organizzata o disorganizzata un’azienda. Non gli servono miliardi di calcoli al secondo.
Sa capire la strategie per il migliore marketing per quel cliente. Non “in genere”. Poi ovvio, dovrà approfondire ogni aspetto, con tecnici, informatici e anche con analisi dati generati da una AI. Perché no…? Deve saperlo fare: come e quando.
È su questi aspetti che ci dobbiamo concentrare e migliorare ogni giorno. Perché poi sarà così... è un fatto: ChatGPT, Gemini Pro, Perplexity sono ormai dei Consulenti.
E certamente anche il cliente può anche utilizzare la AI. Anzi di sicuro lo fa, magari per confrontare i nostri consigli. E le nostre strategie.
Ma le cose che ti ho spiegato sopra, fanno ancora la differenza nel ruolo del Consulente marketing. Ora più che mai. Non perché “siamo bravi”. Ma perché adesso, siamo competitivi. Tra cinque anni… non si sa.
Restando al presente, il consulente, o una Agenzia, devono “dimostrare” di saper spiegare la I.A. e come usarla. Far comprendere al cliente quanto, come e quando, è potente ed efficace per lui. Non serve “demonizzarla“. Sarebbe tempo sprecato.
A me invece, piace partire da questo presupposto. Nelle aziende, indipendentemente dalla loro struttura, abbiamo a che fare con una persona. Il nostro interlocutore fortunatamente, è un essere umano. Anche se ci siamo arrivati grazie al passaparola, al nostro impegno o ad una botta di fortuna.
Ad ogni modo quindi, è una persona il nostro referente aziendale. È fondamentale entrare in sintonia, dimostrare che non temiamo l’intelligenza artificiale, ma la conosciamo e sappiamo sfruttarla a nostro vantaggio.
E soprattutto a vantaggio del Cliente. Io, PIVAX, voglio farti capire che so come farti ottenere vantaggi concreti non solo dall’intelligenza artificiale. Non sono un “rappresentante” di Gemini, ChatGPT o altre ancora. So offrirti anche dell’altro.
Ma non devo scaricarti “un libro” di argomenti già sentiti mille volte. In Italia, per adesso, è il fattore umano è tutto. Assieme al prezzo. O meglio al rapporto prezzo / qualità.
Quindi?
L’intelligenza artificiale sta sicuramente evolvendo in modo spaventoso. Talvolta però spostiamo l’attenzione sull’effetto WoW, piuttosto che nel corretto utilizzo.
È un po’ come dare una Ferrari a chi non sa guidarla per più di 800 metri… senza girarsi su se stesso o andare a sbattere… distruggendola.
Perché il consulente è ancora fondamentale nel 2026.
L’attenzione va spostata sull’unicità ad dell’essere umano.
Oltretutto per buon senso che ancora circola, con GTP posso realizzare un testo per un sito, ma se lo pubblico con un diretto: “copia incolla”… i motori di ricerca penalizzeranno quella pagina.
Serve sempre avere competenza in ciò che scrivi e 10 in Italiano, per aggiustate in modo efficace quel testo, prima di pubblicarlo. È un assolutamente di grande aiuto. Ma fortunatamente non puoi fare “copia / incolla” quanto meno in ambito Professionale.
E va bene così. L’uomo è ancora al centro. Il valore aggiunto del genio umano, o più semplicemente la sua capacità di sintesi ed intuizione. Fanno la differenza.
Le capacità umane di empatia ed intuizione rimangono insostituibili. Quindi il consulente marketing mantiene il suo Valore, anzi, può diventare cruciale, per le aziende che vogliono trovare una strada sicura in questa nella complessità.
In che senso?
Il Consulente o il referente di una Agenzia di comunicazione ancora per molto tempo, ha un vantaggio ineguagliabile rispetto ad una App: il fattore umano e relazionale.
Siamo in Italia. Punto. Che tu sia a Treviso, a Milano, a Capalbio o in Puglia: siamo quelli che gesticolano. Siamo quelli che prendiamo per il braccio per dire una cosa importante. Siamo quelli che ci guardiamo negli occhi. Siamo quelli che chiudono gli affari importanti al ristorante stellato. O anche davanti uno Spritz o del buon vino in Osteria, solitamente prestigiosa, in quanto storica. E se ci sono le rondini ed il cielo sereno. Altro che GTP.
Concludendo
Come esseri umani abbiamo: capacità di interpretare e la visione d’insieme strategica. Mentre l’intelligenza artificiale può fornire e riordinare dati ed informazioni. Sà fare sintesi di una valanga di informazioni, ma non sono mai cucite su misura del Cliente. O meglio nel nostro ambito no.
L’IA è sì, intelligente nel darci una sintesi semantica di informazioni che trae dai suoi Big Data e dalla rete. Ma non fa una analisi sulle aspettative del cliente Mario Rossi, attingendo a sue specificità. Perché il Sig. Rossi domani può anche cambiare esigenze, prendere un’altra decisione. L’intelligenza artificiale questo, non lo può sapere!
Invece il Consulente sa interpretare l’espressione nel viso del cliente, sa cogliere la sua personalità. Solo il Consulente, comprende in 3 secondi il contesto specifico del cliente e del suo business. E pertanto sa definire una strategia di lungo termine. E senza ragionamenti complessi. Perché intuisce variabili prima che il Cliente stesso le possa manifestare. istantanee ed istintive. La creatività ha sempre un guizzo di telepatia e di genialità.
Creatività appunto. Innovazione: spesso vuol dire saper pensare e creare “fuori dagli schemi”. L’uomo non formula storytelling robotici, anzi, è capace di coinvolgere. L’IA può supportare, ma la scintilla creativa nasce dalla sensibilità e dall’esperienza dell’uomo.
Intelligenza relazionale: parlavamo di affari che si “chiudono” a cena. Sappiamo veicolare esperienze e relazioni. Amicizie. Perché più di ogni altro popolo, noi italiani “sappiamo vivere” e relazionarci. Per questo gli italiani hanno il copywriting della “Raccomandazione” e della “buona parola”. Perché siamo Geniali. Come quelli che imitavano i jeans di marca a Napoli, mente scrivevano “Made in China” nell’etichetta. È tanta roba. Al di là delle battute. Siamo il popolo che meno di tutti deve temere l’Intelligenza Artificiale.
Altro che Neural Engine. il professionista italiano in un battito di ciglio… connette il Cliente con la tal persona che può risolvergli un determinato problema. Oppure gli viene in mente il collega o l’amico che gli apre un nuovo sbocco per il suo business.
Concludendo: l’uomo che “sa il suo mestiere”, ha la capacità di utilizzare la sua “intelligenza emotiva naturale” che è ancora insostituibile. Entra in sintonia empatica.
Pensa solo per un instante a questa scena: un Consulente che ti sa ascoltare avvolti dal canto delle rondini, sorseggiando del buon Prosecco in un magnifico centro storico di una città come Treviso… non c’è AI che… regge.
Per adesso…
CopyWrithing: Carlo Piva Treviso


